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Nonno OMI

pubblicato 12 mag 2010, 00:00 da Pasquale Castrilli   [ aggiornato in data 16 mag 2010, 05:38 ]
S. Maria Vico (Ce). MyNews 69
. Un incontro tra generazioni, una comunicazione semplice e immediata. Questi alcuni degli ingredienti di 'Nonno OMI' l'iniziativa del Movimento Giovanile Costruire (MGC) di S. Maria a Vico (Ce) cominciata ad ottobre dello scorso anno. I giovani di S. Maria stanno incontrando, a piccoli gruppi, un Missionario Oblato di Maria Immacolata della comunità religioisa. La residenza di S. Maria a Vico, che conta attualmente 12 unità, ha assunto, da qualche tempo, la configurazione di casa di riposo per gli Oblati ammalati e non autosufficienti.
'Nonno OMI' ha visto già la pertecipazione di 4 Oblati e di una ventina di giovani. A gruppi di cinque unità, i ragazzi hanno trascorso un pomeriggio con un missionario anziano. L'Oblato ha condiviso la sua esperienza missionaria attraverso racconti, fotografie e aneddoti, rispondendo anche ad alcune domande dei giovani. Si proseguiva con un momento di gioco, per concludere con una preghiera. Tre ore circa di condivisione, amicizia, dialogo e scoperta reciproca.
Ecco le impressioni di Tonia e Rosanna:
 

"Nei giorni precedenti al mio turno di ‘Nonno omi’ mi stavo rendendo conto che stavo vivendo le mie giornate freneticamente, senza il senso che viene dall'amore. L'incontro con p. De Cicco è come se mi avesse ‘re-insegnato’ con quale misura amare il prossimo... Stare un pomeriggio con un oblato anziano è un po' entrare nella storia di un uomo donato a Dio, ma nello stesso tempo entrare un po' nella storia degli Oblati... e il confronto con la storia ci arricchisce sempre se alla base c'è l'amore che non giudica ma accoglie. La semplicità di due chiacchiere, di una partita a dama che mi ha ridetto la semplicità dell'Amore! Fantastico!" (Tonia)

 

"Dall’incontro con fratel Andrea ho innanzitutto avuto modo di meditare meglio sulla figura del fratello e di scoprire la semplicità e la concretezza di un Oblato innamorato di Cristo.

Mentre ci raccontava della sua vita, un tratto caratterizzante era la semplicità del suo cuore, che fin da piccolo gli ha permesso di accogliere la chiamata di Dio; semplicità che non era debolezza o superficialità, al contrario: era fiducia totale in Dio, che l’ha accompagnato durante tutto il suo cammino terreno, consentendogli di superare anche quei momenti di smarrimento che hanno caratterizzato alcuni momenti della sua vita.

Da quelle poche ore trascorse con lui ho potuto toccare con mano la semplicità di un uomo innamorato di Cristo: ci confidava, con la gioia nel cuore, che trascorreva le sue giornate, oramai confinato tra le mura della sua stanza sulla sedia a rotelle, pregando e recitando più Rosari in uno stesso giorno. “Non mi annoio” ci confessava “ma sono felice perché ho la pace nel cuore”

Da quel pomeriggio trascorso in sua compagnia, di poche ore forse eppure intense, mi porto nel cuore l’immagine di un Oblato che si è donato per un’intera vita  a Cristo; ma ancor più di un uomo dal cuore puro ed umile, che sapeva amare con semplicità ed immensità. Alle volte pensando a lui, lo ricordo con una preghiera, quasi a volergli dire grazie per avere avuto la possibilità di conoscerlo poco prima della sua scomparsa". (Rosanna)

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