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Professione religiosa di Luca e Jacopo

pubblicato 8 set 2009, 03:13 da Pasquale Castrilli   [ aggiornato in data 20 set 2009, 14:15 ]

Marino laziale (Roma). MyNews 33. Luca Polello e Jacopo Papi hanno emesso la prima professione religiosa l'8 settembre, festa della natività di Maria. La cerimonia, che si è svolta presso la chiesa delle Suore Piccole sorelle dei Poveri di Marino, è stata presieduta da p. Nicola Parretta, superiore provinciale dei Missionari Oblati di Maria Immacolata d'Italia e concelebrata da trenta Missionari OMI e alcuni sacerdoti diocesani. Luca, originario di Robbio (Pavia) e Jacopo, originario di Frascati (Roma), si sono formati prima al Centro giovanile "A. Messuri" di Marino per poi entrare lo scorso anno nel Noviziato.

Due storie di vita diverse, ma anche simili.

 

Luca con l’inizio della scuola superiore vive un momento di transizione che lo allontanano dalla vita della parrocchia.

È un periodo che dura tre anni al termine dei quali cambia tutto radicalmente, come lui stesso racconta: «Sono diventato animatore parrocchiale per l’Oratorio e per l’animazione domenicale della Messa, e ho incontrato quelli che sarebbero divenuti i miei più importanti amici, con i quali ho approfondito il mio percorso di fede cristiana».

Terminato il liceo si iscrive alla facoltà di fisica a Pavia. Inizia un periodo di passione per lo studio e per la vita universitaria, ma anche di inquietudine: «ero alla ricerca di un qualcosa in più, mi sembrava che il mio tempo e le energie che stavo spendendo, non dovessero essere sprecate in cose che passano. E proprio all’interno di questa situazione, nel 2002, il Signore ha dato risposta al mio stato d’animo con l’arrivo dei Missionari Oblati di Maria Immacolata a Vercelli e la missione popolare nel mio paese».

Nell’estate dello stesso anno partecipa ad un viaggio missionario in Mozambico organizzato dalla diocesi che lo tocca in profondità. Segue un periodo intenso dal punto di vista del cammino spirituale: cresce il rapporto con gli Oblati di Vercelli che lo colpiscono per il clima di comunità che percepisce ed inizia un percorso di formazione con la comunità; collabora nelle missioni popolari all’interno della sua diocesi; si dedica al volontariato nel reparto di pediatria dell’ospedale di Vercelli.

Nel Marzo del 2005 arriva la laurea in fisica teorica a cui segue un periodo «di crisi e di buio spirituale: «alla fine della giornata trascorsa sui problemi della fisica (mia grande passione), non mi sentivo mai pienamente soddisfatto, avvertivo un vuoto dentro. Proprio per questo nell’estate del 2005 ho cercato di vivere nell’ascolto profondo, alla ricerca della volontà di Dio».

È provvidenziale la possibilità che gli viene offerta di trascorrere qualche mese nella comunità di Vercelli. «Ho iniziato un intenso discernimento che mi ha portato a partecipare al campo vocazionale estivo della Comunità di Marino durante il quale ho deciso, anche grazie al volto di Maria Immacolata incontrata a Lourdes in quell’esperienza, un volto che mi ha fatto scoprire la bellezza e la libertà della scelta, di entrare al Centro Giovanile».

Gli anni trascorsi a Marino sono anni in cui si fa forte il «desiderio di trovare il senso della mia vita, di riconoscere come presente nei miei giorni il Signore, Dio di Misericordia e di Amore», anni «di grazia,  caratterizzati dal lavoro, dalla determinazione, dal quotidiano, dalle gioie, dalle opportunità, dalle sorprese; anni di ricerca, di conoscenza di me stesso, di fatica e umiltà nell’accettare di ritornare sulle scelte già fatte» per approfondirne le ragioni; anni che confermano il «profondo fascino per il carisma oblato».

Durante il noviziato approfondisce il carisma oblato che gli fa scoprire una consonanza tra le sue più profonde aspirazioni e lo stile di vita oblato: «Più studiavo e meditavo le nostre Costituzioni e Regole e più mi sentivo dentro alla storia della famiglia oblata, quasi come se gli articoli delle Costituzioni fossero lì ad aspettarmi da sempre, per esplicitare ciò che portavo nel cuore e che sentivo appartenermi».

 

Jacopo fin da bambino ha partecipato alla vita della parrocchia frequentando il catechismo, il gruppo GAM (Gioventù ardente mariana), l’oratorio il sabato e la domenica… Già da piccolo aveva deciso che la sua professione sarebbe stata quella «dell’agronomo nei paesi in via di sviluppo»; si iscrive così all’Istituto tecnico agrario di Velletri (Roma).

Nell’estate a cavallo tra la terza media e le scuole superiori conosce  gli Oblati, grazie a p. Elio Filardo che, ancora studente, si reca spesso in parrocchia. P. Elio gli presenta la comunità dello Scolasticato con la quale cresce un rapporto «che pian piano ha fatto nascere in me la coscienza e il desiderio di mettermi in donazione. Sentivo che non mi legavo solo a loro come persone ma ad una presenza più forte che avvertivo e che sempre mi accompagnava. In seguito ho scoperto che questa presenza era Gesù».

Nel 2002 partecipa al Congresso nazionale per i giovanissimi del MGC. E durante la liturgia penitenziale, fa una esperienza forte dell’amore di Dio che resterà come un punto importante.

Nel 2005  al ritorno dalla GMG di Colonia vissuta con la comunità di Marino gli viene proposto di iniziare il cammino del Centro Giovanile esterno al quale aderisce.

«Era l’anno della maturità ed ero orientato, per quanto la cosa mi dispiacesse, a non impegnarmi molto nella vita del MGC; poi capii che dovevo essere missionario dove Gesù mi metteva nell’attimo presente. In questo modo sarei stato un giovane MGC. Quell’ anno fu davvero di grazia per me, mi sono molto impegnato nella mia parrocchia, in diocesi e nell’ MGC. Sempre in quell’anno, proprio il mio quartiere è stato il luogo che mi ha messo in contatto con la povertà della gente.

Prima degli esami di maturità sono entrato in crisi, sentivo che la mia idea di diventare agronomo non mi rendeva felice. Con il campeggio estivo con la comunità di Marino a Lourdes, nell’estate del 2006, ho capito che Dio mi chiedeva di offrirgli la cosa più preziosa a cui tenevo, il mio ordinario. Ho deciso così di entrare al Centro Giovanile per vivere questo ordinario non secondo i miei desideri  ma per Dio, nell’impegno quotidiano a seguirlo insieme a chi come me condivideva lo stesso ideale».

Negli anni vissuti a Marino, in particolare durante il noviziato, la fiducia in Dio, la vita di comunione in comunità e la dimensione apostolica sono gli elementi che Jacopo ha avvertito con maggiore forza e attrazione. Questi elementi, uniti al desiderio di donarsi totalmente a Dio, lo hanno spinto a fare il passo della consacrazione.

 

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